quale cibo ?

Le case delle cosiddette cinture operaie dell’area MITO (che è acronimo di Milano Torino, anche se insistiamo affinchè possa sempre ben altro evocare) erano ovviamente abitate da famiglie operaie.

Capifamiglia la cui capacità di generare un reddito in qualche modo bastevole per la sussistenza e per provare a scolarizzare la prole, era funzione del loro essere manodopera: braccia muscolose da portare al lavoro tutti i giorni ad inviarianza di orario e probabilmente a varianza settimanale di turnazioni, tutto il giorno a praticare pressochè gli stessi movimenti.

In piena coerenza con la piramide dei bisogni di Maslow, si trattava di alimentare quotidianamente quel corpo vocato ad essere guscio di manodopera e ciò significava nutrirlo abbondantemente, compatibilmente ad uno spending che alla fin fine, diciamocela così, era  necessitata attuazione di una dieta mediterranea resa forzosamente un po’ esagerata su qualcosa e dolentemente carente su qualche altra cosa. Insomma, bei piattoni di pastasciutta, pane a volontà, vino quel bicchiere in più, raro il prosciutto, qualche formaggio, salame, mortadella.

Insomma, era ben chiaro il fabbisogno nutritivo della manodopera.

Domando: è altrettanto chiaro il fabbisogno nutritivo della mentedopera ?

Sia chiaro che a questo punto, in tutta ovvietà, non sto parlando letteralmente di cibo; sto parlando, se così posso esprimermi, di cibo per la mente.

E allora, come fa la mentedopera a funzionare bene se non si nutre bene ?

Quale è il nutrimento essenziale della mentedopera ?

Di certo, quantunque non l’unico, l’alimento base è la capacità/volontà di aggiornarsi continuamente sapendo leggere gli scenari nel mentre che evolvono, captando segnali deboli ed early warnings, intercettando tempestivamente informazioni predittive.

Quanti mentedopera, inconsapevolmente, da lungo tempo digiunano ?

Quanti mentedopera, pur in assenza di scopi nobili, stanno inconsapevolmente facendo un non eroico sciopero della fame ?

    

quale cibo ?ultima modifica: 2009-11-20T10:11:00+00:00da vidanto
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2 pensieri su “quale cibo ?

  1. Così a lume di naso, anzi facendo del naso il senso principe, percepiamo odore di rancido. L’ intellighenzia è sotto naftalina, la sinistra una volta feconda genitrice di menti superiori alla media, oggi annaspa, è irriconosciuta e irriconoscibile. Se Fini è più a sinistra di Rutelli e D’Alema perchè gli intellettuali non possono essere ( quasi ) tutti pro-Berlusconi ? Cervelli parcheggiati, in attesa di risveglio, dormienti come nebbiolo nella botte di rovere ( magari…), ma siamo certi che il nostro risveglio sarà di qualità ? Ma siamo figli del nostro tempo, dobbiamo saper cogliere le opportunità che molti non vedono, bisogna sempre potersi dissetare alle fonti della conoscenza.

  2. Vorrei parlare del primo: il cibo per il corpo. E ne parlo appena tornato da Milano, 4 ore e trenta con l’alta velocità. Gnocchi di patate alla brace con gamberetti e zucchine. A mangiarli scommetti che sono ripieni, cioè fatti da qualcosa fuori e patate dentro. Invece no. Mi hanno spiegato che sono solo patate. E allora ho capito. Sono la stessa cosa. Il cibo per il corpo e quello per la mente. La stessa identica cosa. Chi mangia gnocchi di patate alla brace, nutre la sua mente su quel livello lì. Ti viene quasi naturale dopo aver SCOPERTO un piatto del genere cercare qualcosa di altrettanto prelibato per la mente. Ci pensi nello stesso istante in cui li assaggi. E poi c’è anche un fruttivendolo dove puoi pagare con il Bancomat. E, cosa più strana, alla stazione espongono un Insignia dell’ Opel.
    “Ma come? Esporre un auto alla stazione?”
    “Devi mangiali per capirlo…”

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