dalla seconda conversazione

Chi non comunica non esiste.

Ergo, comunichiamo; altrimenti non esisteremmo.

Comunicare, da communis, ovvero mettere insieme.

E qui si tratta di mettere insieme e quindi rendere disponibili ad osservazioni, critiche e suggerimenti i propri parti di pensiero, le proprie opinioni.

Opinioni in costante work in progress.

Si può comunicare meglio prestando attenzione ad un flusso che attenga:

a) il “fare ascolto”, ovvero acquisire contezza del contesto nel quale la comunicazione avviene. Saper ascoltare è indispensabile. Noi abbiamo due orecchie ed una bocca; quindi dobbiamo ascoltare il doppio che parlare (proverbio arabo)

b) il “progettare”, ovvero saper stabilire cosa si vuole comunicare (e perchè) e trarne una snella scaletta mentale

c) approcciarsi al momento di comunicazione rifuggendo da due modelli negativi:

c1) l’aggressività, ovvero la ragione della forza contrapposta alla forza della ragione e la forza dell’autorità e quindi del prepotere contrapposta alla suadente forza dell’autorevolezza

c2) la remissività, ovvero il comodo atteggiarsi a yesmen

è vincente e genera soddisfazione ed accresce la propria autostima l’atteggiamento assertivo, ovvero saper suadentemente argomentare le proprie opinioni

d) saper dare una bella forma ai contenuti che si esprimono, affinchè sia piacevole per i nostri interlocutori ascoltarci. Ricordiamo che “la forma prevale sempre sul contenuto”

e) capitalizzare le relazioni che si creano mediante gli esiti felici di processi di comunicazione ben condotti, così generando una rete virtuosa di relazioni, facilitante il nostro agire nella community, a beneficio della community medesima.

dalla seconda conversazioneultima modifica: 2009-09-18T19:56:37+00:00da vidanto
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